Design più sottile, altezza ridotta e profili inclinati: le soluzioni per i vincoli di spazio nella ristrutturazione del bagno.
I professionisti del settore idrotermosanitario conoscono bene questo problema: quando le moderne esigenze si confrontano con i vincoli degli edifici esistenti, sono necessarie soluzioni non convenzionali. La ristrutturazione dei bagni più datati rappresenta una sfida particolare. Spesso occorre conciliare spazi ridotti e planimetrie irregolari e strette con soluzioni impiantistiche moderne, come i sistemi di installazione a parete. Ne derivano inevitabilmente problemi di spazio e situazioni di montaggio complesse. Oggi, però, nuovi prodotti semplificano notevolmente la ristrutturazione del bagno: sono progettati per rispondere alle reali esigenze quotidiane degli installatori del settore idrotermosanitario, consentendo di risparmiare sia spazio sia tempo. Tre esempi mostrano come sia possibile.
A volte la vita in cantiere potrebbe essere davvero semplice. Se non ci fosse quella colonna di scarico nel punto sbagliato o se il WC non dovesse essere installato in posizione angolare. In questi casi, anche pochi centimetri possono fare la differenza, ad esempio consentendo di ricavare una zona doccia più ampia. Per André Kreuz, amministratore della Albert Kamphausen GmbH di Mönchengladbach, azienda specializzata nella ristrutturazione di bagni su misura, situazioni di questo tipo fanno parte della quotidianità: «Nella ristrutturazione del bagno, i sistemi di installazione a parete rappresentano la soluzione più pratica per risolvere le criticità legate alla disposizione degli impianti», spiega Kreuz. «Spesso, però, è necessario lavorare in spazi molto ridotti. Per questo motivo, la possibilità di guadagnare spazio anche in pochi centimetri è un criterio decisivo nella scelta dei moduli di installazione, insieme alla compatibilità del sistema e all'affidabilità del produttore nelle forniture.»
Bagni piccoli, grandi sfide
Nelle brochure patinate e nei feed di Instagram abbondano i bagni da sogno, ampi e spaziosi. La realtà, però, è ben diversa: in Germania circa il 70% degli interventi edilizi riguarda la riqualificazione degli edifici esistenti. Ciò significa che i bagni sono spesso piccoli, stretti e caratterizzati da planimetrie irregolari, pur dovendo integrare le più moderne soluzioni impiantistiche. Un caso tipico è rappresentato dalla riqualificazione e dalla sopraelevazione degli edifici residenziali costruiti nel secondo dopoguerra. In questi interventi è fondamentale migliorare l'accessibilità e il comfort abitativo senza ridurre ulteriormente lo spazio disponibile. In altre parole, la gestione degli spazi in bagno rappresenta una delle principali sfide progettuali. Come intervenire, quindi, quando la posizione delle tubazioni o la conformazione del bagno limitano le possibilità di progettazione? È una domanda che non si pongono solo gli installatori, ma anche i produttori più attenti alle esigenze del mercato. Da questa esigenza nascono moduli per l'installazione a parete dalle caratteristiche non convenzionali: particolarmente sottili o con altezza ridotta, studiati per adattarsi alle situazioni più complesse. Il tutto senza rinunciare alla compatibilità con il sistema, ai vantaggi della prefabbricazione e a operazioni di montaggio semplici e senza l'impiego di utensili.
I moduli sottili si inseriscono tra le tubazioni.
Un tipico elemento che occupa poco spazio è il WC bidet. Pur sporgendo all'interno del bagno, deve comunque mantenere le distanze minime da lavabo e doccia. Per questo motivo, minore è la distanza tra il modulo WC e la parete del bagno, migliore sarà il risultato, anche nel caso di un'installazione a parete. Una situazione ricorrente si verifica quando le colonne di scarico e le tubazioni montanti corrono lungo la parete, impedendo l'installazione di un modulo WC tradizionale largo 500 mm, che deve quindi essere posizionato davanti alle tubazioni, occupando ulteriore spazio. La soluzione ideale è rappresentata da un modulo più sottile. Oggi sono disponibili versioni larghe appena 320 mm, che consentono di ridurre l'ingombro laterale di oltre un terzo. Il volume della cassetta di scarico è stato ridotto a 7 litri, ma grazie all'impiego di moderne ceramiche ad alta efficienza e a basso consumo d'acqua, il modulo garantisce comunque le prestazioni di una cassetta di scarico completa, perfettamente integrata nel sistema.
La soluzione per i WC ad angolo
I problemi di spazio si presentano anche quando, a causa della configurazione del bagno, il WC deve essere installato ad angolo. Anche in questo caso la larghezza del modulo rappresenta spesso un limite, a cui si aggiunge un ulteriore aspetto: la geometria della cassetta di scarico. Un modello con forma rettangolare non sfrutta infatti in modo ottimale lo spazio disponibile lungo una parete diagonale. Il risultato è la formazione di spazi vuoti tra la parete e la cassetta di scarico, che costringono WC bidet a sporgere maggiormente nel bagno rispetto a quanto sarebbe necessario con una geometria più adatta. Per risolvere questa criticità, i produttori hanno sviluppato cassette di scarico con angoli smussati, abbinate alla larghezza ridotta del modulo. È il caso del modulo WC TECEprofil con cassetta Compact 320, progettato per adattarsi perfettamente alle installazioni ad angolo e completamente compatibile con gli altri sistemi e componenti TECE, senza richiedere nuove procedure di installazione.
Tutte le placche di comando TECE possono essere abbinate a questo modulo, compresa l'installazione semplice e senza utensili grazie al sistema easy fit.
Pareti più sottili, stessa stabilità
Alcune criticità nella progettazione del bagno possono sembrare banali a chi non è del mestiere, ma rappresentano spesso una vera sfida per il professionista del settore idrotermosanitario. È il caso, ad esempio, delle pareti divisorie, come quelle che schermano il WC o separano la zona doccia. Per realizzarle in modo rapido ed efficiente, è possibile utilizzare elementi a mezza altezza realizzati con componenti per installazione a parete, fissati a sbalzo e privi di elementi sanitari integrati. Tuttavia, queste pareti richiedono generalmente uno spessore superiore a 20 cm, poiché necessitano di una base di supporto sufficientemente ampia. Per questo motivo, gli installatori chiedono sempre più spesso soluzioni che consentano di ridurre sensibilmente lo spessore della parete. I nuovi supporti doppi e a innesto rispondono proprio a questa esigenza, permettendo di realizzare pareti con una profondità di appena 69 mm (compreso il rivestimento con 2 lastre da 18 mm). Una volta rivestite e piastrellate, lo spessore finale rimane inferiore ai 100 mm, mantenendo comunque la robustezza necessaria per l'impiego in ambiente bagno. È sufficiente un unico profilo tubolare, fissato al solaio grezzo e a una parete portante, per realizzare pareti divisorie snelle e stabili, con un'altezza fino a 2 metri dal pavimento finito e una larghezza fino a 1,4 metri dalla parete in muratura.
Nuove soluzioni per un bagno dal design contemporaneo
I problemi di spazio non riguardano solo la superficie disponibile, ma anche l'altezza, soprattutto nei bagni ricavati sotto tetti inclinati. Anche le attuali tendenze progettuali richiedono spesso soluzioni salvaspazio in altezza. È il caso, ad esempio, dei lavabi d'appoggio, sempre più diffusi in hotel, ristoranti e abitazioni private. La particolarità di questa soluzione è che richiede una controparete di altezza ridotta. Se si desidera integrare il WC e il lavabo nella stessa controparete, mantenendo un profilo continuo senza dislivelli, i tradizionali moduli WC risultano troppo alti. Per rispondere a questa esigenza sono stati sviluppati moduli con un'altezza di installazione di appena 750 mm. Questa riduzione è resa possibile grazie a una valvola di scarico più compatta e all'orientamento verso l'alto della placca di comando, una soluzione che si rivela pratica anche nell'utilizzo quotidiano.
La compatibilità, un fattore determinante
Questi nuovi moduli, sviluppati per rispondere a esigenze installative specifiche, offrono ai professionisti del settore numerose possibilità, semplificando sia la progettazione sia il montaggio. Basati sulle consolidate tecniche dei sistemi di installazione a parete e pienamente compatibili con le rispettive gamme dei produttori, mantengono tutti i vantaggi delle soluzioni modulari e integrano dettagli pratici già collaudati, come le valvole di riempimento premontate. Il tunnel di installazione e la scatola di collegamento proteggono gli attacchi di scarico, di alimentazione e i collegamenti per il vaso bidet fino al momento dell'installazione del WC, mantenendoli puliti durante tutte le fasi del cantiere. Le dimensioni ridotte rappresentano un vantaggio anche dal punto di vista logistico, poiché consentono di trasportare un numero maggiore di moduli su ogni pallet. Per sviluppare prodotti in grado di rispondere alle crescenti esigenze della ristrutturazione del bagno, il confronto continuo tra produttori e installatori è fondamentale.
«Ci rendiamo conto sempre più spesso che i produttori che ci supportano al meglio nel lavoro quotidiano sono anche quelli che introducono le innovazioni più utili dal punto di vista pratico», sottolinea Alexander Stamos, amministratore della Stamos GmbH di Grevenbroich, azienda specializzata nel settore idrotermosanitario. «La collaborazione di lunga data con TECE è per noi la conferma che anche in futuro potremo contare su soluzioni nuove, concrete e realmente orientate alla pratica.»
